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Il mercato turistico svizzero: tutti i numeri di un fenomeno in crescita

La Svizzera continua ad essere un mercato affidabile e particolarmente prospero, in grado di attrarre forti investimenti dall’estero e che puo’ vantare un’inflazione tradizionalmente bassa che garantisce stabilità al potere d’acquisto dei cittadini elvetici.

Tali dati si riflettono ovviamente sul mercato del turismo e sulla richiesta di viaggi e vacanze, che continua ad essere in Svizzera particolarmente elevata complice il reddito medio pari a circa 54.000 CHF annui (35.000 Euro circa).

Gli indicatori del comportamento turistico degli svizzeri, secondo un sondaggio effettuato dall’Università di San Gallo (Travel Market Switzerland), rivelano che piu’ che mai la Svizzera appartiene al gruppo di Paesi con alta propensione ai viaggi dovuto anche ad un’economia particolarmente favorevole (più di 700 milioni di franchi di spesa per i viaggi all’estero).

Secondo i dati forniti dal Ministero Italiano per gli Affari Esteri (vedi qui) invece, tra le 10 principali destinazioni preferite dagli svizzeri per il turismo internazionale l’Italia si piazza al 5 posto, mantenendo inalterato il proprio fascino verso i viaggiatori elvetici, che negli anni ha conosciuto un costante e progressivo incremento.

Le mete turistiche italiane mantengono in Europa la propria posizione di leader assoluto: l’83,5% delle richieste della clientela ai tour operator sono infatti sul Belpaese, contro il 37,7% sulla Spagna ed il 32,4% sulla Francia. Nel dettaglio del singolo mercato, l’Italia si conferma richiesta in Svizzera più che nella media europea (95,2%, fonte ISNART), con pacchetti richiesti ai tour operator di una durata media pari a 7,5 notti.

Come dato generale da ricordare infine che la Svizzera occupa il quarto posto mondiale per quanto concerne il prodotto interno lordo per abitante ed il quinto posto per potere di acquisto. Il prodotto interno lordo nominale per abitante, che si eleva a 56.400 dollari, è del 60% maggiore della media dei Paesi dell’Unione Europea e del 40% più elevato di quello della Germania e dell’Austria.

Fonti:
MAE – Ministero Italiano Affari Esteri
Università di San Gallo